Arte terapia

(Testo tratto da "Primavera", dicembre 2015, Eventualmente edizioni)

 

LA MIA ESPERIENZA IN BOTTEGA

Quando incominciai ad approcciarmi tra acrilici e pennelli in quella bottega nel novembre 2010 onestamente non capivo cosa dovessi fare. Non era una scuola e che fosse uno spazio dove semplicemente poter disegnare mi era di naturale e facile comprensione, questo sì, tuttavia solo quando incominciai a posare il pennello su quella masonite partii in un viaggio importante per la mia vita sebbene inconsapevolmente dapprima.

Ero titubante e temevo di sbagliare, non sapevo che soggetto dovessi realizzare e come e quanto al meglio delle mie possibilità, dopo quel quadro che chiamai Imprevisto ero stanchissima e non granché soddisfatta di un “pasticcio astratto”. Inizialmente l’entusiasmo che ricevevo mi faceva pensare di essere un poco  sottovalutata, ma durò ben poco come pensiero: Lasciò il posto ad un mio atteggiamento umile, non più comparativo, generoso e proprio da questi “scarabocchi” io ho avuto quella che ritengo l’impennata di creatività più potente in tutta la mia vita. Infatti non solo inventai persino un mio nuovo genere artistico basato su simbolismi e sintesi grafiche, ma portai avanti ancora e con evidente piacere e cura i miei fumetti e storie illustrate nuove simili a graphic novel.

CONCETTO PERSONALE DI ARTE TERAPIA

Diciamo che l’arte in sé è un espressione terapeutica, ma alcune espressioni lo sono in modo più limpido e finalizzato proprio a sentirsi meglio, sia nell’immediato che in un percorso riabilitativo come quello appunto che vi ho detto sopra. Lasciato il Mapp, ne ho comunque portato i benefici permanenti. Credo che l’arte terapia aiuti sia nel riscontro con il proprio disegno realizzato e dunque nel messaggio che si è riusciti ad esprimere con soddisfazione, sia nell’atteggiamento stesso e nel pensiero che non si limita solo al momento artistico ed accoglie concetti molto importanti per un esistenza serena: Accogliere che sbagliare non solo è persino una cosa utile e bella, volgere cioè –e li ricordo anche questi recuperi che facevo con Valentina- nel positivo qualcosa che di solito si vorrebbe eliminare, cestinare, comparare. E’ una delle tante metafore, dei tantissimi valori dell’arte terapia.

Nel libro Primavera potete vedere che con essa si può giungere persino al miracolo, a una ribellione, un capovolgimento, ed un coinvolgimento felice che sono poi anche parte di questo approccio artistico e che non credevo di poter sperimentare così. Attraverso disegni usciti ad un punto dal foglio e prendendomi loro per mano.

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Tratto da "Le ore", opera realizzata a casa in gennaio 2011.